Conferenza all’Istituto Foscolo di SPARANISE

CONFERENZA AL FOSCOLO di SPARANISE

DI SEGUITO DIAMO PUBBLICAZIONE REVISONATA DELLA NOTIZIA APPARSA SUL SITO “WWW.CASERTA24ORE.IT”
PER CORRETEZZA LA ASSOCIAZIONE HA RICHIESTO LE OPPORTUNE MODIFICHE COME DA EMAIL INVIATA ALL’AUTORE PROFESSORE MESOLELLA

 

Caro Professore,
La ringrazio ancora della sua accoglienza durante la nostra permanenza a Teano e Sparanise.
Grazie anche per l’articolo apparso su www.caserta24ore.it il 23 u.s..
Ma purtroppo esso contiene un notevole errore che La prego di rettificare con cortese urgenza.
All’inizio dell’articolo si legge che Alessandro Cortese de Bosis è stato ambasciatore a Parigi, Mosca, Copenaghen, Washington e New York.
La realtà  è che ho servito prima al Consolato Generale a Parigi, poi all’Ambasciata a Mosca, poi a Washington , ma mai come Ambasciatore (Capo Missione).
A New York sono stato come Console Generale.
Successivamente sono stato Ambasciatore a Budapest, poi a Copenaghen.
Con questo erore è stata propagata anche sui social network ed occorre rettificarla con urgenza.
Grazie e Cordiali saluti.

Amb. Alessandro Cortese de Bosis “

 

L’Ambasciatore Alessandro Cortese de Bosis è un diplomatico, ma anche uno storico raffinato e coraggioso ufficiale protagonista della Resistenza. E’ stato ambasciatore in servizio Francia, in Danimarca, in Ungheria, in Unione Sovietica e negli Stati Uniti: a New York e a Washington, negli anni della guerra fredda.
Giovedì mattina, insieme al Luogotenente Gianguido Picchi, ha tenuto un’interessantissima Lectio Magistralis agli studenti sulla Guerra di Liberazione 1943 – 45. E ha donato alla scuola e agli studenti tre interessanti libri che leggeranno sicuramente con molta attenzione : il primo ricorda le città decorate con medaglia d’oro al valore militare e al merito civile (tra queste c’è anche Sparanise), il secondo ricorda il gruppo di combattimento Folgore nella guerra di Liberazione, il terzo ripercorre con competenza, la storia della Resistenza e la Battaglia di Montecassino. L’Ambasciatore de Bosis è arrivato a scuola, in mattinata, e ha presentato il libro “Sulle città decorate con medaglia d’oro al Valor Militare e al merito civile” . autore l’Ammiraglio Giuliano Manzari. Copie del libro sono state donate alle biblioteche della scuola dal luogotenente Gianguido Picchi. L’ambasciatore de Bosis è nato a Roma ed è nipote di Lauro de Bosis, l’autore del famoso “volo su Roma” antifascista nel 1931; ha partecipato alla guerra contro i nazifascisti inquadrato nel Corpo Italiano di Liberazione come ufficiale di collegamento con l’8ª Armata britannica. Finita la guerra, nel 1948 si è laureato in giurisprudenza all’Università di Roma, intraprendendo poi, nel 1954, la carriera diplomatica.
Nel 1956 è stato vice console a Parigi e membro della Delegazione permanente d’Italia presso l’O.E.C.E. L’Organizzazione per la cooperazione economica europea. Dopo diversi incarichi tra Roma e Parigi, nel 1962 ha servito all’Ambasciata a Mosca dove è rimasto fino al 1966 quando è stato trasferito a Washington.
Poi nel 1976 è diventato Console generale a New York, dove ha istituito la prima scuola italiana negli Stati Uniti, il Liceo “Guglielmo Marconi”. Nel 1982 è stato Ambasciatore d’Italia in Ungheria. Poi nel 1985 ancora in giro per l’Europa con l’incarico di ambasciatore a Copenaghen. Agli studenti ha parlato del secondo Risorgimento italiano, della Resistenza, analizzandola nei suoi principali aspetti: il fronte degli Alleati, il fronte della guerriglia partigiana, il fronte balcanico ed il fronte dei Campi di Concentramento dei nostri cosiddetti internati militari. Poi si è soffermato su Sparanise, sugli eccidi e sul campo di concentramento che è stato uno dei motivi che ha dato la medaglia d’oro al paese. Sparanise, infatti, durante la seconda guerra mondiale è stato un importante centro per la raccolta e la deportazione di prigionieri, fu sottoposto ad indicibili sofferenze che culminarono nell’eccidio dei 39 cittadini barbaramente fucilati dalle truppe tedesche in ritirata. Prima di andare via l’ambasciatore de Bosis, che è stato anche vicino al Generale Clark, ha fatto una promessa al Preside Mesolella. Gli invierà una lettera autografa che gli scrisse il grande generale americano: in essa parla in maniera lusinghiera dell’Italia e degli Italiani.